martedì 11 agosto 2015

'71

Un giovane soldato britannico è accidentalmente abbandonato dalla sua unità in seguito a una violenta rissa tra le strade di Belfast nel 1971. Impossibilitato a distinguere chi gli sia amico e chi no, la recluta deve sopravvivere da solo alla notte e mettersi in salvo in un paesaggio disorientante, alieno e mortale.

Applicando modalità espressive da cinema-verità a uno schema thriller Demange valorizza il contesto e i personaggi. Da una parte il conflitto con le sue assurdità fratricide, dall’altra figure tragiche caratterizzate da doppiezze shakespeariane. Ottimo cast, con alcuni dei migliori attori irlandesi della nuova generazione.

Predestination

Un agente temporale ha il compito di viaggiare in segreto nel tempo per impedire i crimini di futuri killer e terroristi. L'ultimo incarico che gli viene assegnato prevede che egli recluti se stesso da giovane per rintracciare l'unico criminale che da sempre continua a sfuggirgli.

Cinema di dettagli e apparenze che devia continuamente, confondendo lo sguardo dello spettatore e costringendolo ad attendere l’ultima sequenza per dipanare l’enigma. Ma anche solida macchina d’intrattenimento, con picchi d’intensità ben congegnati, dove tutte le sorti sono affidate alle scrittura e si finisce per stare al gioco - un po’ troppo ricattatorio - del puzzle da ricostruire. Per poi rispondere alla più antica delle domande: «È nato prima l’uovo o la gallina»?

Bota caffè

"Bota" è un bar situato ai confini di una vasta area paludosa in una zona remota dell'Albania ma è anche il luogo in cui si intersecano le vite di un gruppo di individui, chiamati presto a grandi cambiamenti generati dalla costruzione nelle vicinanze di una nuova autostrada. L'affabile Juli, anima del bar, si prende cura della nonna malata e ha varie preoccupazioni familiari tanto che il suo più grande desiderio è quello di lasciare il posto, che le ha portato solo miseria. La sua bella e capricciosa amica Nora, invece, sta cercando di gestire la sua relazione con Ben, uomo sposato nonché intraprendente proprietario del caffè e cugino di Juli.

I quadri composti e l’andamento compito, da professionale e pauperistico film d’autore, inquadrano Bota Café in una commedia eastern afasica, stremata dal sole e dalla miseria, con squarci di folklore e musica d’orgoglio popolare. Poi le cose precipitano. Succedono. Il passato ritorna. D’un tratto. Ma anche la tragedia è un falso movimento. E il film riesce, perché sa restituire il sentimento, l’umore, di questa malinconica stasi.

Violette

Nata fuori dal matrimonio all'inizio del Novecento, Violette Leduc incontra Simone de Beauvoir a Saint-Germain-des-Prés nel dopoguerra. Tra le due autrici, nasce una duratura e intensa relazione basata sulla ricerca da parte di Violette della libertà attraverso la scrittura e sulla convinzione di Simone di avere tra le mani il destino di una straordinaria scrittrice.

Il cinema di Provost sembra essere spesso ingabbiato in una compostezza formale che Violette vuole nascondere, soprattutto nella parte iniziale. Il rigore soffocante, fortunatamente, a tratti mostra le sue crepe. Dopo aver oltrepassato il bianco e nero con pallida citazione di La corazzata Potemkin di Ejzenstejn, le allucinazioni di Violette e i dettagli di Simone de Beauvoir visti come in soggettiva scuotono il film dal suo persistente grigiore. Resta soprattutto la prova di una convincente Sandrine Kiberlain, che prevale sulla Devos.

sabato 20 giugno 2015

La regola del gioco

Gary Webb (Jeremy Renner) lavora come giornalista al San Jose Mercury News, sacrificando la propria vita privata per la professione. Negli anni Novanta del Novecento, Webb scopre il ruolo esercitato dalla Cia nell'importazione della cocaina in California, venduta per raccogliere soldi da destinare all'esercito ribelle dei Contras in Nicaragua. Sostenuto da moglie e figli, Webb porta alla luce la vicenda ma diviene presto oggetto di una campagna diffamatoria della Cia e dei giornalisti rivali, ritrovandosi a combattere con tutte le sue forze per salvare reputazione e famiglia.

Volenterosa spy story di chiacchiere e redazione, antispettacolare e di impianto televisivo che ricalca il modello anni 70, ma mostra il lato amaro di quell’epica giornalistica che da Tutti gli uomini del presidente a The Newsroom viene imbottita di eroismo e ottimismo. Il quadro psicologico del protagonista è efficace per quanto avaro di chiaroscuri, il quadretto familiare semplicistico, ma composto, e non mancano alcune intuizioni felici. Un cinema civile e umanista, dal fiato sicuramente corto, ma dalle idee chiare. Ispirato a una storia vera.

sabato 13 giugno 2015

Acrid - storie di donne

Soheila e Jalal sono una coppia di mezza età la cui relazione è messa in pericolo a causa dello stupido comportamento di Jalal. Azar è la segretaria dello studio medico di Jalal, che invece non crede alle parole del marito Khosro e, nonostante i due figli, vuole il divorzio. Khosro lavora in una scuola guida come insegnante e si vede con un'allieva di nome Simin, di due anni più grande. Simin è un'istruttrice universitaria che ha come studentessa Mahsa, una ragazza indecisa sul futuro della relazione con il suo fidanzato. Mahsa è anche la figlia di Jalal...

E' arrivata mia figlia

Da 13 anni Val lavora come tata di Fabinho a San Paolo. Finanziariamente stabile, convive con il senso di colpa per aver lasciato la figlia Jessica a Pernambuco, nel nord del Brasile, dai nonni. Per prender parte al test di ingresso all'università, Jessica decide di recarsi a San Paolo dalla madre. La sua scelta darà origine a una convivenza non facile in cui ognuno sarà influenzato dalla personalità e dal candore della giovane.

La regista Anna Muylaert riesce a raccontare, lontana da preconcetti ideologici, un rapporto di lavoro atipico, ma che esiste, senza mai però voler estremizzare il discorso. Così facendo però, È arrivata mia figlia! (in originale A che ora torna?), finisce per non andare mai fino in fondo in ciò che racconta, fallendo, in parte, nel tentativo esplicito e mai mascherato di voler essere un ritratto realistico delle contraddizioni del Brasile odierno.